mercoledì 16 novembre 2011
Betlemmini,nessun periodo storico è stato segnato dal cristianesimo più del medioevo, eppure il mondo medioevale non è stato certo un esempio di virtù cristiane e di amore fraterno. Quello medioevale è stato uno dei periodi più cupi della storia umana nonostante molti potenti fossero di fatto credenti cristiani e la Chiesa Cattolica gestisse un grande potere. A cosa è dovuto quindi questo fallimento politico del cristianesimo e in particolare del cattolicesimo medioevale ? Un mondo cristiano è forse una utopia?
Io credo che il fallimento di un occidente cristiano medioevale sia dovuto in parte anche alla mancanza di mezzi, in particolare, noto l'assoluta mancanza di un sistema educativo universale standard e soprattutto di una Costituzione.
Lo scopo di questo blog è proprio quello di "creare" una Costituzione Cristiana per un futuro e forse utopistico stato cristiano.
Se guardiamo ad Oriente notiamo che gli ebrei hanno una legge sacra, l' Halacha è il complesso delle norme codificate dal Talmud. Per un ebreo queste norme sono tanto importanti che è tenuto ad osserverle anche fuori dallo stato israeliano.
Per gli islamici esiste invece la Sharia.
Questo intrecciare religione e diritto è il motivo principale dell'esistenza di stati "religiosi" ancora al giorno d'oggi.
Mi si obbietterà che il Cristianesimo si è sempre vantanto di essere la religione della Grazia in contrapposizione alla religione della Legge (ebraica), e che il successo e la diffusione del Cristianesimo sia dovuta anche alla non stretta osservanza di una legge che stabilisse cosa fare, cosa mangiare ecc..
Sono pienamente d'accordo infatti ritengo che una Costituzione Cristiana non debba occuparsi di cosa mangia o beve un uomo, ma delle virtù, dei principi, del bene e del male.
Insomma se il fine della Costituzione Cristiana deve essere lo stesso di quello della Sharia islamica e cioè creare uno stato o un mondo religioso, la Costituzione Cristiana deve guardare più all'essenza dell'uomo che alle sue pratiche spicciole.
Faccio un esempio, fin dall' antichità è uso tra i poeti e cantanti criticare il nemico per dei suoi atteggiamenti. Nell'antica Grecia lo facevano i poeti giambici come Archiloco di Paro oppure Ipponate, ai giorni nostri lo fanno i rapper americani.
La poesia giambica conteneva una forte carica normativa (per questo motivo la cito) : biasimando, distoglieva dai modelli negativi. All'opposto la poesia celebrativa elogiava dei modelli positivi.
Io credo che nella Costituzine Cristiana sia doveroso scrivere quali sono i modelli positivi e quali i modelli negativi, se poi questi verranno elogiati o biasimati da una canzone rap o una poesia non importa, quello che importa è che non si possa (sia vietato per legge) celebrare i modelli negativi o biasimare i modelli positivi.
Questo però non è comunque un modo di pensare cristiano, infatti Nostro signore Gesù chiede di non giudicare il prossimo, cioè non biasimarlo, e di essere umili, cioè non celebrare le persone.
Quello a cui dovremmo puntare è un mondo simile a un monastero, dove tutti gli individui possono avere ruoli diversi e necessità diverse, ma tutto è regolamentato da una regola, che in questo caso sarebbe basata sulla Costituzione Cristiana.
Ovviamente non intendo dire che tutti dovremmo fare i voti monacali di castità, povertà, obbedienza ma che i principi del vivere non dovrebbero essere relativi, in balia dei tempi e delle mode e dei bisogni della società, ma prestabiliti e immodificabili, ottenuti dal cristianesimo evangelico.
Selin Kiron